GHOST TREATH

Porcellana   bianca di Dehua   (CINA)       anno 2017

H 200 x L 300 cm

Questa installazzione è stata realizzata insieme ad altri lavori durante tre mesi di residenza d’Artista in Dehua ,Cina.
Rappresenta la minaccia che quotidianamente ci accompagna, che non riconosciamo e vediamo se non quando ce la troviamo davanti, spesso con sorpresa.L’idea è nata nel periodo in cui si sentiva parlare molto di attentati terroristici in europa.Quei momenti in cui ci si rende conto della precarietà della vita.
In questo lavoro ho scelto la porcellana bianca su fondo bianco per  avere un mimetismo maggiore, con l’intenzione di creare una rappresentazione eterea quasi invisibile. La serialità, l’ordine metodico vuole comunque rappresentare un’organizzazzione consapevole .

A NESSUNO IL SUO




MAD è al tempo stesso un acronimo delle iniziali dei tre artisti presenti in mostra ed una dichiarazione di intenti. MAD come folle, come figura di visione periferica della realtà, come vittima di un sistema di controllo e punizione, di foucaultiana memoria. Ma al tempo stesso anche il folle, come sovversione dello sguardo, slittamento del modo di osservare la realtà. Come in Adorno, in cui la visione dell’appeso a testa in giù ci esorta a guardare il mondo da una nuova prospettiva, il titolo della mostra ci suggerisce un ribaltamento della visione. Una distorsione del luogo comune del modo di dire “a ciascuno il suo”, specialmente attraverso la sua negazione, “a nessuno il suo”. Ecco dunque divenire centrale la reale base della mostra odierna: la negazione e l’esclusione.
Il modello proposto non è più quello tradizionale di una collettiva, che racchiude diversi artisti, ma del collettivo. Una prassi operativa che abbatte le barriere individuali per arrivare a proporre una visione coerente ed omogenea. Ecco dunque che i lavori proposti non sono più riconducibili ad un’individualità, ma ad un lavoro collettivo (quello del trio artistico) che allarga la propria partecipazione alla collettività e alle considerazioni sulla nostra società.

MAD is both an acronym of the initials of the three artists in the exhibition and a statement of intent. MAD as in a folly, as in a figure of peripheral vision of reality, as in victim to a system of control and punishment, of Foucault’s memory. But at the same time also the crowds, as subversion of the look, slip the opportunity to observe the reality. As in Adorno, in which the vision of the hanged are upside down exhorts us to look at the world from a new perspective, the title of the exhibition suggests a reversal of the vision. A distortion of the clichéd saying; “to each his own”, especially through its connation when reversed; “to no-one their own.” Herein lies the central tenet of today’s exhibition: denial and exclusion.
The proposed model is no longer the traditional one of a group, one which includes several artists but as part of a collective. An operating practice that knocks down individual barriers in order to arrive at a coherent and homogeneous proposed vision. Here, however, the proposed works are no longer linked to individuality, but as a collective whole (that of the artistic trio) that broadens its participation in the community and to the consideration of our society.

Detail
Detail

Ready, Aim, Fire!!

GRES  1020°        smalto semimatt nero                   anno 2013
H 200cm X W 180cm 
composizione di 249 canne di  fucile in ceramica

La società incui viviamo è in molti dei suoi aspetti violenta. Oggi più che mai quel senso di sicurezza che abbiamo cercato di costruire, ogni giorno che passa va sempre di più a disgregarsi. E’ come se, aperta la porta di casa, trovassimo centinaia di fucili puntati contro di noi.In quell’istante, all’improvviso, il punto di vista cambia, la prospettiva si allarga e tutto quello che pensavamo non ci riguardasse ora chiede prepotentemente la nostra attenzione.Quell’indifferenza che si è sviluppata osservando il mondo filtrato da uno schermo ora diventa preoccupazione, paura, odio,pensiero, ricerca di soluzioni, ma soprattutto dimostra quanto le nostre azioni hanno ripercussioni su tutto quello che ci circonda e non solo nelle immediate vicinanze. Allora READY, AIM, FIRE!! È COME DIRE PRONTI PARTENZA VIA!! Ognuno ha un suo modo personale di affrontare una minaccia e lo scopre solamente quando si trova minacciato: quelle parti di noi addormentate nel profondo riaffiorano permettendo, a volte, di sorprenderci di noi stessi e nel contempo di comprenderci meglio.

The society in which we live in is violent in many ways. Today more than ever that sense of security that we have tried to build, appears more separated with each passing day. It’s like opening your front-door and finding a hundred guns pointing at you. All of a sudden in that instant your point of view changes, your perspective widens and all of the things that you thought didn’t affect you now demand your attention. That indifference that we developed observing the world filtered through a screen now turns itself into worry, fear, hate, a search for solutions, but above all it reflects how our actions have consequences upon all that surrounds us, and not only the things that affect us directly. Therefore, READY, AIM, FIRE!! IS LIKE SAYING READY, STEADY, GO!! Everyone has their own personal way of dealing with a threat and generally this is only discovered once you become threatened: those parts of us that are in deep sleep resurface permitting us, occasionally, to surprise ourselves and at the same time allow us to understand ourselves better.

Sorry It Is The Last One

gres 1020   ingobbi e smalti ceramici                          anno 2013
77 x 30 x h33 cm  each                                                        

È l’ultima granata rimasta. Una proiezione di un futuro in cui l’uomo ha superato la sua più grande contraddizione: soddisfare il desiderio di conservazione attraverso la ricerca di metodi sempre più sofisticati di distruzione. L’impronta realista dell’opera vuole fare in modo che quel futuro diventi tangibile in un presente in cui sembra impossibile possa accadere. Trasformare un oggetto terribile quale un arma solamente in un ricordo, in un soprammobile o meglio ancora in un reperto, una rarità da poter vedere solamente all’interno di un museo con una guida virtuale che ci racconterà tutte le assurdità di quell’epoca ormai lontana.

SORRY,IT IS THE LAST ONE is the last grenade remained. It is a projectionof one future where the man has passed his big contradiction: satisfyhis desire of preservation through searching always moresophisticated ways of destruction. The realist imprint( Impression) of the work want that future belong tangible in one present where itseems impossible to happen. Transform one dreadful object like aweapon only in a memory, in a souvenir or better still a find, onecurio (rarity) that is possible view inside in a museum only with avirtual guidewhichwill tell us all the absurdity of that time so far away

Sorry Is The Last One – detail